Una macchina meravigliosa

L’ idea del pianoforte prende vita da un intuizione di Bartolomeo Cristoforis, noto costruttore di Clavicembali nato a Padova nel 1655.

Cristoforis decise di sperimentare costruendo una meccanica di clavicembalo che utilizzava dei martelletti ricoperti di uno strato di pelle per percuotere le corde e riprodurre il suono, alternativamente alle aste e plettri che pizzicano normalmente le corde in questo antico strumento.

Questo consentiva di potere avere delle dinamiche di intensità del suono ed infatti lo strumento venne battezzato come il “gravicembalo col piano e forte” e successivamente, nel settecento, piu’ conosciuto con il nome di “fortepiano”.

Inizialmente il credito per la ricerca e l’approfondimento di ciò che aveva progettato Cristoforis alla fine del 1600 lo si deve principalmente agli Inglesi ed ai Tedeschi. In Germania maggiormente, ma anche in America, in Giappone, in Italia, in Austria ed in Francia sono stati prodotti numerosi marchi di pianoforti tra i più belli e prestigiosi mai costruiti.

Ci sono voluti piu’ di 200 anni affinché il pianoforte si potesse evolvere fino allo strumento che già conoscevamo all’ inizio del novecento, che si presentava abbastanza simile nel suo funzionamento e progettazione a quello che viene costruito nei giorni odierni. Tuttavia la ricerca non si ferma mai e nell’ ultimo secolo sono stati approfonditi numerosi aspetti ed apportate nuove migliorie a questa macchina già quasi perfetta . Il pianoforte è lo strumento piu’ completo e sicuramente anche il piu’ complesso tra tutti gli strumenti acustici.

In tutto il periodo antecedente all’ invenzione della radio e della televisione, il pianoforte riempiva le case di tante famiglie come una grande fonte di intrattenimento. Negli anni a venire infatti sono stati progettati anche i cosiddetti “auto-piano”, che erano dei pianoforti con l’ aggiunta di un complesso meccanismo il quale permetteva che potessero suonare anche autonomamente.

In un primo momento venivano azionati con dei pedali, i quali attraverso un sofisticato principio di depressione facevano azionare il tasto e suonare il pianoforte. Successivamente vennero anche adottati dei motori elettrici per renderli interamente automatici. Grazie all’ utilizzo di alcuni rulli pre-forati simili a quelli impiegati dalle prime macchine tessili automatizzate, il pianoforte poteva così riprodurre una vasta serie di brani e grazie anche alle varie impostazioni di intensità, velocità e volume l’ “auto-piano” si puo’ considerare certamente l’ antenato del giradischi e di tutti i riproduttori audio, con un gran tocco di classe in piu’!

Anche se non sono sempre interamente visibili, il pianoforte è composto da una serie di parti meccaniche, statiche ed in movimento, che devono funzionare al meglio per garantire la massima efficenza dello strumento. Tutte queste parti sono inoltre soggette ad usura e deterioramento ed anche quando si presentino in buone condizioni di conservazione si richiede che siano regolate al meglio affinché ogni pianoforte possa dare sempre il meglio di sé. Molti interventi di riparazione, restauro o di regolazione sono necessari e spesso richiedono molta dedizione e pazienza.

Nel corso degli anni dello sviluppo e produzione del piano, inizialmente prodotto soltanto nel “formato” a coda, si è verificata la necessità di avere uno strumento che fosse piu’ contenuto nelle dimensioni ed anche nei costi. Questo ha fatto si’ che nascesse il pianoforte verticale e che una maggiore produzione consentisse di abbassare notevolmente il costo del prodotto e dunque che sempre piu’ persone potessero permettersi l’ acquisto questo strumento. A scapito della possibilità di avere una cosa da sempre molto costosa ad un prezzo piu’ accessibile, è sicuramente venuta meno la qualità di molti pianoforti che ancora oggi vengono prodotti e messi sul mercato. Alcuni di essi, per le condizioni in cui si trovano e la loro qualità di fabbricazione non vengono piu’ riparati in quanto il costo degli interventi necessari supererebbe il valore dello strumento senza tra l’ altro poter garantire all’ usuario un buon rendimento dello stesso.

Oggi giorno con tanta tecnologia e nuovi passatempi il pianoforte è passato dall’ essere un oggetto molto comune in molte case ad uno strumento impegnativo che non tutte le persone possono o si sentono di possedere. Ma resta lo stesso lo strumento musicale più affascinante ed incomparabile che ci sia, del quale è davvero facile innamorarsi.